5-12-2001 da La Nuova Sardegna
Mauro Tedde

CHIARAMONTI. Venerdì sera, con una solenne cerimonia, Chiaramonti conferirà la cittadinanza onoraria al senatore a vita Francesco Cossiga, già presidente della Repubblica, che ha le sue profonde radici, di stirpe e di cultura popolare in questo antico centro dell'Anglona.
L'amministrazione comunale guidata dal sindaco Ezio Schintu, nel momento in cui inaugura la nuova sala del consiglio comunale, vuole onorare la illustre figura istituzionale di Cossiga ringraziandolo per avere dimostrato in ogni occasione l'orgoglio di questa appartenenza.
Le origini chiaramontesi della famiglia di Francesco Cossiga risalgono al 1700. Nel libro dei battesimi della parrocchiale di San Matteo a Chiaramonti è redatto l'atto di battesimo di Gavino Cossiga, figlio di Francesco Maria e di Giovanna Fiori, datato esattamente il 17 gennaio del 1809. Gavino, "Bainzu Cossiga", divenne celebre per le sue struggenti poesie religiose. Morì a soli 46 anni dopo una vita "breve e tribulada".
La cerimonia si aprirà con la consegna delle chiavi del paese al presidente Cossiga e il suo saluto. Al termine dell'intervento del presidente, il professor Nicola Tanda presenterà una relazione su "Bainzu Cossiga, su poeta cristianu". Infine la poetessa Clara Farina e i "cantadores" Franco e Gianni Denanni reciteranno e canteranno alcune delle più belle poesie di Bainzu Cossiga.


 
             
 
LA GIORNATA
L'incontro con amici e parenti per ricordare avi e passato
CHIARAMONTI. Provate a mettervi nei panni di chi è stato, ad esempio, ministro del Governo, presidente della Repubblica, che è stato, ed è ancora, un instancabile protagonista della vita politica italiana. Non è cosa da poco ma solo così si potrebbe cercare di capire cosa può essere stata la giornata chiaramontese di Francesco Cossiga, è tornato ieri nel paese che fu dei suoi avi. Nella mattinata, ha incontrato i parenti, "corales" e "de intradura", che ancora vivono, da generazioni, in questo centro dell'Anglona, a gironzolare per il paese per chiacchierare con la gente, per visitare i luoghi che rivivevano nei racconti dei nonni e raccontare aneddoti e piacevolissime storie più o meno inedite della lunga storia della sua famiglia. Le viuzze e le case del centro storico e la finestra da cui sarebbe scappato nottetempo Chiccu Maria, suo nonno, a causa di un amore contrastato con una giovane del luogo. Infine attesissimo il discorso di Francesco Cossiga con una introduzione in lingua sarda. "Pro a mie est un'onore mannu, unu gosu chi non faghet a lu narrer, a essere inoghe, oe, in Zaramonte...".

     
           
       
             
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